THIS SITE HAS BEEN ARCHIVED, AND IS NO LONGER UPDATED. CLICK HERE TO RETURN TO THE CURRENT SITE
Post Format

Ritardati pagamenti

C’è nient’altro che si potrebbe fare, oltre al fare una politica fiscale espansiva che spinga la domanda pubblica, per generare crescita subito?

Certo. Ma non viene fatto. Prendere per esempio il recente Statuto delle imprese approvato come legge dello Stato, che dovrebbe aiutare le piccole imprese. Ne parleremo con più calma nei prossimi giorni, ma considerate un suo articolo, quello sui ritardati pagamenti alle imprese da parte della Pubblica Amministrazione, pari a 218 giorni medi nel 2009 (fonte Banca d’Italia). 218 giorni.

La legge impegna il Governo a recepire la direttiva europea sui pagamenti delle P.A. entro 12 mesi. Il Presidente Boccia della Piccola Industria di Confindustria riassume bene sul Sole 24 Ore la mancata occasione:

“Un’altra grande contraddizione. Se per le imprese private il vincolo sui pagamenti vale da subito, in base a quale principio per la P.A. deve valere solo tra un anno? In più, il vincolo varrà per tutti i debiti nati dopo la norma, ma per i 60 miliardi di euro di crediti che le imprese già vantano dalla P.A. quali saranno i tempi? “.

Grande occasione persa per ridare liquidità a tante imprese razionate nel credito e permettere investimenti e acquisti per l’economia. Perché non lo facciamo? Semplice. Il Ministero dell’Economia teme che ci sfugga di mano il rapporto debito-PIL. Perché? Per pagare questo stock di debito commerciale a breve termine (che non è considerato nel rapporto debito PIL perché tale), dovremmo indebitarci coi mercati e quindi far emergere il debito nelle statistiche ufficiali. Il debito c’è sempre, ma adesso si vede.

Qualcuno ha mai provato a negoziare con Bruxelles come uscire da questa assurda situazione di cui tutti siamo al corrente che ha una soluzione che rilancia la crescita senza toccare il vero livello di debito pubblico italiano?

2 comments

  1. Caro Gustavo,
    i ritardi dei pagamenti credo ammontino al 6% del Pil , ciò porta il nostro stock di debito pubblico al 126% del Pil senza contare il debito previdenziale (in pate incluso nel 120% del Pil dato il metodo di finanziamento dell’Impdap ed il contributo dell’erario all’Inps) Chiunque andrà al Governo, non ha da stare allegro Giuseppe

    Reply
  2. Caro Giuseppe, grazie. La stima del Presidente Boccia è di 60 miliardi, circa il 4% del PIL, ma al di là di chi ha ragione se tu o Boccia, il punto è che quel debito (commerciale) esiste già ma non viene rilevato e rivelato. Il nostro debito è già al 126 (o 124): è solo che non si vede e siamo terrorizzati di farlo vedere, questo segreto di Pulcinella. Nel frattempo perdiamo una grande occasione per aiutare le nostre imprese, specie le PMI che non hanno accesso al credito come le grandi. Io fossi nel prossimo Governo affronterei tranquillamente questo problema. Tra l’altro ci sono tante esperienze internazionali di come cartolizzare debito delle PA alle piccole così da far sì che le piccole siano pagate e lo Stato ne guadagna da una maggiore partecipazione alle sue gare d’appalto. Basta studiarle e ripeterle.

    Reply

Lascia un Commento

Required fields are marked *.

*