Mettere in sicurezza il Paese, veramente

Agenzia cibernetica nazionale. Ottimo. “Subito un nucleo scelto di 90 persone in arrivo da DIS, AISI, Ministero degli Interni e dell’Economia. E poi circa 200 persone da selezionare (a tempo indeterminato), subito, tra chi lavora nella Pubblica Amministrazione, nelle università o da assumere per concorso”. Ottimo. “Gli stipendi saranno importanti – parificati a quelli della Banca d’Italia – per poter essere attrattivi per le migliori menti sul mercato”. Fantastico!

Così strategica la sua missione per il Paese, così importante selezionare i migliori, attraendoli e motivandoli con posti a tempo indeterminato che li premi ampiamente e li trattiene.

E mi chiedo…

Come mai nulla di tutto ciò per l’altro settore strategico del Paese? Quello della galassia degli appalti pubblici? Perché non mettere in opera da subito 107 stazioni appaltanti provinciali, ognuna con 100 dipendenti di eccellente qualità, 10.700 persone, ingegneri, giuristi, tecnici, economisti, organizzativi, gestionali, informatici, filosofi e chissà quanti altri? Ad un costo medio di 100.000 euro a persona stiamo parlando di un budget annuale di? 100.000x100x107 =? . 1 miliardo e 70 milioni di euro, bazzecole! Volete aggiungerci un altro mezzo miliardo di strutture informatiche per la gestione dei dati e dei contratti ai fini di trasparenza e rendicontabilità? Fate pure, bagatelle!

Bazzecole e bagatelle per quanto una simile struttura di governance degli appalti competente e motivata (come richiesto dalla Commissione europea) potrebbe portare al Paese in termini di risparmi, di denaro e di tempo, e di qualità delle commesse pubbliche. Si stima scientificamente che gli sprechi in Italia (per incompetenza molto più che per corruzione) siano almeno pari al 2% del PIL, 35 miliardi. E con una spesa di 1 miliardo andremmo finalmente alla caccia di quei 35 per abbatterli e trasformarli in minori tasse o maggiori investimenti!

Chiariamoci. Non personale a tempo determinato (di cui attualmente si parla per qualsiasi assunzione che non sia quella dell’Agenzia per la cybersecurity), premessa di un fallimento quanto ad attrattività rispetto al personale brillante e competente di cui parliamo.

Non una o poche stazioni appaltanti, miraggio da sempre di chi non porta rispetto ai territori ed alle piccole imprese ed è catturato dagli interessi e le pressioni delle grandi aziende.

Mettere in Sicurezza il Paese non è soltanto questione di cyber, è questione di appalti pubblici di qualità. Fino a quando non lo capiremo, non recupereremo mai il gap di medio periodo con gli altri Paesi.

Lavoro su carta: Siblings di Angela Maria Piga

1 thought on “Mettere in sicurezza il Paese, veramente

  1. Direi che la questione “governance” appalti è da sempre al centro del campo ma regolarmente la palla finisce in tribuna.
    Oggi dovrebbe essere al primo posto di un’agenda politica finalizzata alla buona riuscita anche del PNRR, ammesso che a chi governa interessi davvero dare efficienza alla macchina organizzativa più che alle sparate elettorali.
    Forse oggi è più alla moda la cybersicurezza, una nuova agenzia fa sempre bene: si occupano nuovi posti, se ne lasciano altri da occupare.

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